Mirrorless





Mirrorless acrylic on different layers of metal panels – 83×93 cm – 2026
Realizzata su supporto in alluminio, Mirrorless nasce da un processo di trasformazione materica che è centrale nella ricerca di DutyGorn. La superficie metallica, composta da frammenti di lamiera segnati dal tempo, viene inizialmente dipinta in piano con vernice spray e marker. Solo successivamente la lastra viene tagliata, scomposta e ricomposta, generando una struttura polittica in cui l’immagine si ricostruisce attraverso discontinuità e scarti.
Il volto femminile che emerge dall’opera non è un’immagine stabile, ma una presenza in continua ridefinizione. La scomposizione, elemento ricorrente nella serie Polyptych, diventa un dispositivo visivo che interrompe la continuità della figura e introduce un ritmo fatto di interruzioni, slittamenti e ricomposizioni. Il ritratto non si offre come superficie compatta, ma come campo di tensioni tra frammenti.
Il metallo stesso svolge un ruolo attivo nel lavoro. Le sue irregolarità e la sua capacità riflettente trasformano l’opera in una superficie sensibile alla presenza dello spettatore. Avvicinandosi, chi osserva percepisce riflessi, bagliori e variazioni luminose che incorporano la propria immagine nello spazio del quadro.
In questo modo Mirrorless mette in discussione l’idea tradizionale di specchio. Non restituisce un riflesso nitido e unitario, ma un’immagine frammentata e mobile. Lo spettatore si riconosce nell’opera solo attraverso una percezione parziale, ricomposta dallo sguardo.
Il ritratto diventa così un luogo di incontro tra identità diverse: quella della figura rappresentata, quella dell’artista e quella di chi osserva. Come nelle altre opere polittiche di DutyGorn, l’immagine non è mai definitiva, ma rimane aperta, attraversata dal tempo, dalla materia e dalla presenza di chi la guarda.

