Refracted

Refracted acrylic and marker on canvas, 93×132 cm – 2026

L’opera si sviluppa attraverso una complessa stratificazione visiva in cui la superficie appare costantemente in movimento. Pennellate, campiture cromatiche e frammenti di forme si sovrappongono generando l’impressione di una composizione smontata e ricostruita più volte. A un primo sguardo la tela sembra composta da ritagli, pieghe o porzioni di immagini accostate tra loro; osservandola più attentamente, emerge invece la natura interamente pittorica dell’intervento. Nulla è stato incollato o assemblato: ogni elemento nasce dal gesto manuale e dalla capacità della pittura di simulare profondità, sovrapposizioni e materia.

L’effetto complessivo ricorda un’immagine sottoposta a una continua trasformazione, come se la tela fosse stata piegata, compressa e successivamente riaperta, lasciando affiorare tracce di differenti momenti. I segni non seguono una struttura narrativa lineare ma costruiscono una geografia frammentata nella quale lo sguardo è invitato a muoversi liberamente, scoprendo connessioni sempre nuove tra le forme.

Al centro di questa tensione emerge gradualmente un volto. La figura non viene mai mostrata in modo esplicito, ma si manifesta attraverso dettagli, allusioni e apparizioni temporanee. L’immagine si colloca così in una zona di confine tra riconoscibilità e dissoluzione, dove la percezione diventa parte integrante dell’opera e il soggetto esiste soltanto attraverso il processo di osservazione.

Questa ricerca si inserisce nel percorso che l’artista aveva già avviato in Edge, dove la frammentazione nasceva dalla decostruzione del linguaggio tipografico e dalla trasformazione della parola in immagine. In questo lavoro, tuttavia, il processo si sposta ulteriormente: non è più il linguaggio a essere scomposto, ma la pittura stessa. La frammentazione diventa un fatto percettivo e materico, un dispositivo attraverso il quale l’immagine viene continuamente costruita e negata.

La composizione vive così di una duplice natura. Da un lato l’impatto immediato del colore, dell’energia gestuale e del ritmo delle forme; dall’altro una dimensione più sottile e riflessiva, in cui ogni frammento sembra custodire la memoria di un’immagine precedente. Il risultato è una superficie dinamica e instabile, che non offre una lettura definitiva ma invita a un’esperienza visiva aperta, in continua evoluzione.