Stripes

Stripes acrylic on canvas 370 × 250 cm – 2015
In quest’opera la strada viene privata della sua funzione quotidiana e trasformata in un linguaggio astratto. Le linee della segnaletica, estratte dal paesaggio urbano, perdono il loro significato originario per diventare ritmo, direzione e struttura. Il nero domina la superficie, mentre il giallo e il bianco costruiscono un sistema essenziale di contrasti, quasi un alfabeto visivo.
Dietro questa apparente semplicità geometrica si nasconde però una scena precisa. Le strisce bianche rappresentano le persone che camminano, non attraverso il corpo o il volto, ma come presenze che attraversano lo spazio. Le linee gialle derivano invece dalla segnaletica di un parcheggio e ne definiscono idealmente il perimetro. Il parcheggio diventa così metaforicamente lo spazio occupato dall’opera, mentre le forme bianche raccontano un gruppo di persone che le passa davanti.
DutyGorn elimina quasi ogni elemento descrittivo per conservare soltanto le coordinate necessarie alla costruzione della scena. Non ci sono corpi, automobili, edifici o una strada riconoscibile, eppure rimane un frammento di vita urbana. La figura umana non scompare, viene tradotta in linea. Il movimento di chi cammina è suggerito dalla successione delle forme bianche, mentre il giallo stabilisce un limite, circoscrive uno spazio e costruisce una relazione tra interno ed esterno.
La grande dimensione dell’opera, 370 × 250 cm, rafforza questa percezione. Lo spettatore non osserva semplicemente la rappresentazione di una strada, ma si confronta con una superficie che assume quasi la scala dell’ambiente urbano da cui proviene. Si crea così anche un gioco di corrispondenze: nell’immagine le persone camminano davanti all’“opera”, mentre nello spazio reale sono gli spettatori a muoversi davanti al dipinto.
Stripes rappresenta un passaggio significativo nella ricerca di DutyGorn. La linea, già elemento fondamentale nella costruzione dei suoi volti, acquista qui una nuova autonomia: non serve più necessariamente a delimitare una figura, ma può diventare essa stessa figura, movimento, spazio e racconto. La città viene osservata come un insieme di codici visivi da isolare e reinterpretare, conducendo la ricerca verso un’astrazione geometrica sempre più legata all’architettura e alla percezione dello spazio urbano.
L’opera è stata esposta nel 2014 a Bologna, in occasione di SetUp Contemporary Art Fair, e successivamente presentata nella mostra personale Hieroglyphic/action, all’interno di un nucleo di lavori dedicati alla strada, alla segnaletica urbana e a quella che il curatore Mauro Di Vito ha definito “poetica della linea”. Attualmente Stripes è esposta permanentemente presso Palazzo Cavalcabò a Cremona, entrando così in relazione con uno spazio architettonico e storico molto diverso dal contesto urbano da cui trae origine.
Informazioni sull’opera
Serie
Polyeclectic
Anno
2015
Materiali
Acrilico su tela
Dimensioni
370 × 250 cm
Press
Corsera
Esposto presso
SetUp Contemporary Art Fair, Bologna
Palazzo Cavalcabò, Cremona
Temi
Arte analitica, segnaletica, polyeclectic
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