Abstraction

Abstracti-On by DutyGorn, abstract composition inspired by architecture and geometric forms
Detail of Abstracti-On by DutyGorn showing geometric forms and intersecting lines

Abstraction by DutyGorn acrylic, tempera, spray and markers con different layers of canvas 455×155 cm – 2014

Abstraction

Quest’opera riflette sulla natura fugace della vita e sul modo in cui ricordi, incontri ed esperienze si accumulano dentro di noi. I volti appaiono, scompaiono e si sovrappongono sulla superficie, sospesi tra figurazione e astrazione. Non sono pensati come ritratti individuali, ma come tracce di presenze: persone incontrate, ricordate, immaginate o già perdute.

La composizione si sviluppa attraverso frammenti. Piccoli elementi, apparentemente scollegati tra loro, diventano momenti di una narrazione più ampia. Uno sguardo, un colore, una linea o una porzione di volto possono sembrare insignificanti se osservati isolatamente, ma insieme costruiscono un’immagine più grande. Proprio come nella vita, il significato raramente è contenuto in un singolo evento: emerge lentamente attraverso accumulazioni, coincidenze, assenze e ripetizioni.

Il ritratto diventa quindi un punto di partenza, non una destinazione. Mentre l’immagine viene scomposta e ricostruita, il riconoscimento diventa instabile. Il volto oscilla tra presenza e scomparsa, mentre geometrie, colori e piani sovrapposti acquistano una propria autonomia. L’astrazione non cancella la figura, ma la apre a differenti possibilità di percezione.

I miei dipinti nascono attraverso stratificazioni, una superficie sopra l’altra, costruendo quella che considero una sorta di geologia acrilica. Ogni strato appartiene a un momento diverso della realizzazione e conserva una traccia di ciò che è venuto prima. L’immagine dipinta viene poi scomposta, tagliata e ricomposta su piani differenti, facendo emergere colori, segni e texture che altrimenti rimarrebbero nascosti.

Passato e presente finiscono così per occupare lo stesso spazio fisico. Ciò che era sotto ritorna in superficie; ciò che sembrava completo viene interrotto e trasformato. Ogni frammento conserva la memoria dell’immagine originaria e, allo stesso tempo, diventa qualcosa di autonomo.

L’opera si trasforma in una linea temporale visiva: non una sequenza lineare, ma un insieme di momenti che si incontrano, si sovrappongono e talvolta scompaiono. Come la memoria, non restituisce mai le cose esattamente come erano. Le ricostruisce.

Forse anche la vita funziona nello stesso modo. Le persone arrivano e se ne vanno, i momenti passano prima ancora che riusciamo a comprenderne l’importanza e ciò che inizialmente sembrava piccolo può diventare, con il tempo, essenziale. Osservati da una certa distanza, i frammenti cominciano a connettersi. Appare un’immagine più grande, temporanea e in continua trasformazione, costruita attraverso tutto ciò che rimane.

Informazioni sull’opera

Serie
Polyptych

Anno
2014

Materiali
Acrilico e markers su tele scomposte

Dimensioni
455 × 155 cm

Ubicazione
Milano, Italia

Esposto presso
IFD Gallery, Milano
OreaMalià Atelier

Link
saatchiart.com

Temi
Ritratto, Frammentazione, Polittico